L’Agricoltura dà i numeri

Ismea è lieta di annunciare l’uscita del primo numero della News Mercati sui prodotti biologici.

Orientata al monitoraggio delle filiere ortofrutticola, cerealicola, olivicola, lattiero casearia e zootecnica, la news illustra la dinamica congiunturale e tendenziale dei prezzi all’origine e al consumo dei prodotti biologici, anche in un’ottica comparativa rispetto alle referenze convenzionali, analizzando nel contempo il trend dei consumi domestici, con l’indicazione della distribuzione degli acquisti per canale di vendita e area geografica.

Sul fronte dei consumi domestici nei primi sette mesi del 2010 gli acquisti di prodotti biologici confezionati sono cresciuti del 10,2% in valore rispetto al pari periodo 2009, mentre per l’ortofrutta fresca e sfusa l’aumento si è limitato ad un 3% circa.  Più in dettaglio, la pasta di semola ha registrato un incremento del 12,9%, il pane ( e sostituti) del 19,8%, i biscotti dolciumi e snack  del 18,5% , l’olio di oliva del 27,7%, il latte fresco del 24,3%, gli yogurt del 4,6% e le uova del 6% .

Il comparto biologico mette quindi a segno ancora un risultato positivo, sia in termini di maggiori consumi che sotto il profilo di una più equilibrata distribuzione del valore lungo la filiera. Le performance registrate rispetto allo scorso anno, sia in relazione ai prezzi che ai consumi risultano in effetti quasi sempre migliori nel raffronto con i prodotti convenzionali, anche se i prezzi all’origine del convenzionale in certi casi sono aumentati di più rispetto a quelli bio  direttamente dal produttore.

E Bravo l’Ismea per le news del biologico.  E Bravo Stefano Porta per la foto dell’erba nella Savana.  Stefano Porta è l’E.I.A: Editor Insostitibile Adorabile.

4 commenti alla news “L’Agricoltura dà i numeri

  • 15 ottobre 2010 at 18:16
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    W il biologico! ho la fortuna di avere vari amici che coltivano biologico e sono un loro fervente sostenitore!

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  • 17 ottobre 2010 at 8:31
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    @Symposion: ma che bello!! E cosa coltivano? e dove? e come son distribuiti?….. scusa l’entusiasmo: son curiosa! Un saluto. Ib

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  • 17 ottobre 2010 at 16:35
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    Ciao Irene, ora ti racconto. Ho una cugina che è macrobiotica, scuola di Mario Pianesi, ed ha un ristorantea Giffoni Valle Piana(io ho mangiato macro per più di un anno poi ho abbandonato). Loro hanno un contadino che produce verdure di stagione solo per loro senza nessun tipo di concime tranne quelli naturali (compost, stallatico, ect.) tutto rigorosamente controllato da loro! un pò maniacali ma le verdure sono davvero super!
    Poi ho un caro amico il cui fratello agronomo produce anch’egli senza prod.chimici (hanno un bel pò di terreno) e mi grazia di qualche verdura, io da loro compro un’olio buonissimo (sprem. a freddo), sempre a Giffoni V.P.
    Infine la mia amica Terry ha il papà che coltiva per il loro consumo (sempre più o meno bio) ad Aquara, un paese dell’interno ai confini col parco del Cilento e mi regala spesso le verdure. Se manca qualcosa compro dai contadini di fronte casa di mia sorella che vive fuori città, ma non credo siano bio, i loro prodotto cmq sono sempre freschi e buoni! spero di averti soddisfatto 🙂
    ah dimenticavo! qui vicino a Cava de Tirreni c’è un altro contadino (del gruppo macrobiotivo) che coltiva verdure bio!

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  • 18 ottobre 2010 at 19:28
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    Ma da uno a 10 quanto fortunato sei? almeno 25 sai!! Aver intorno un territorio e delle persone vicine vicine così tanto bio non vien giù con la piena.
    Non per farmi i fatti tuoi ma perchè hai lasciato il macrobiotico?
    Un saluto
    ib

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