Vito Mollica racconti di cucina

Davanti a un enorme camino acceso, tra addobbi natalizi e divani morbidi, in un misto di bacieabbracci con accento tosco-shire è stato presentato Al Four Season di Milano il libro “Vito Mollica invito a cena al Palagio di Firenze” Trenta Editore. Complice Carlo Vischi e Barbara Quaranta di Trenta editore, le ricette di Vito Mollica sono state raccolte e raccontate con il cuore da Aldo Fiordelli, giornalista oltre che blogger di consumazioneobbligatoria. Troverete delle splendide recensioni sul libro nell’articolo di Valeria Ronzani, nel blog di Aurelia Bartoletti e su Style.it.

Qui invece volevo parlarVi della presentazione, in cui è entrato in gioco il percorso che ha portato uno chef a raccontarsi e ad essere raccontato partendo da una cucina di un grande albergo di catena.

Infatti proprio nello stesso Four Season di Milano per anni Vito ha lavorato al fianco di Sergio Mei con passione e costanza, senza pensare troppo a quanto stava crescendo e cambiando, come molti altri ragazzi giovani che sono passati di qui prima di trovare la propria strada. Negli stessi anni il Patrizio Cipollini era il direttore del Four Season di Milano. Finché un giorno Vito viene chiamato e gli viene detto che per l’opening del Four Season di Praga cercano uno chef italiano e il nuovo direttore ha pensato a lui. E così Vito saluta tutti, prepara le valigie e parte. Si trova benissimo a Praga. Ma sette anni dopo, il Signor Cipollini, che è diventato General Manager del Four Season di Firenze, lo invita a diventare lo chef del Palagio, il ristorante dell’albergo. Ci ha pensato un attimo Vito, ma quando è sceso a Firenze a vedere l’albergo immediatamente ha deciso che valeva la pena risalutare tutti e ripreparare le valigie.
Oggi tutto questo percorso è stato rivissuto, distillato, concentrato, assaporato nelle pagine del libro “Vito Mollica invito a cena al Palagio di Firenze” di Trenta editore attraverso il racconto di Aldo che ha messo in risalto quanto conti la squadra, la sensibilità e gli incontri in tutto quello che succede in cucina. Ancora di più questo vale per cucine degli alberghi perchè non si ha a che fare solo con i piatti à la carte, ma con breakfast, room service, biberon da riscaldare, coffee breaks, business lunch, tea time il tutto sulle simpatiche 24 ore, 365 giorni all’anno. E poi le cucine degli alberghi sono super controllate da chi auto certifica all’interno della catena e dagli enti che controllano la ristorazione collettiva. La tecnica e la passione nel mondo gastronomico alberghiero è molto arricchita da un prorompente fattore U: Umanità. Gli chef dialogano con un numero elevato di reparti dal commerciale che vuol offrire i macarons Maison ai vip clients, dalla governante che controlla quanti tovaglioli sono andati eventualmente dispersi in sala, la sera prima. Inoltre i clienti del ristorante d’albergo hanno una variegatissima natura: individuali, congressisti, agenzie di eventi, agenzie di viaggi, aziende, di tutto il mondo, ciascuno con le sue abitudini e con le sue aspettative anche in termini di cucina. Naturalmente gli addetti ai lavori nelle cucine degli alberghi sviluppano un livello di ascolto, accoglienza, flessibilità e benevolenza parecchio alti. Si è respirato chiaramente questa atmosfera alla presentazione del libro dedicato a Vito Mollica, in uno di quei rari momenti in cui si prende fiato per guardare la strada percorsa.
Noi italiani sbagliamo a snobbare la ristorazione d’albergo: dietro certe porte girevoli si nascondo tesori che chi viene da lontano apprezza mentre noi ci passiamo vicino tutti i giorni senza renderci conto della buona sorte che ci bacia.

Eh già….Forse pochi sanno che in albergo per sapere, tra addetti ai lavori, quanti ospiti sono in hotel, si domanda “quanti clienti ci sono in casa?” Per chi ci lavora l’albergo non è un albergo, ma una casa. I cuochi confermano la regola.
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English Version

In front of a huge fireplace, Christmas decorations and soft sofas, in a mix of bacieabbracci, Tuscan-shire accent the book “Vito Mollica dinner invitation to the palace of Florence” Trenta Publisher, was presented at the Four Seasons in Milan .
Thanks to Carlo Vischi and Trenta Editoreer, Vito Mollica’ recipes were collected and told with the heart by Aldo Fiordelli, a journalist as well as blogger consumazioneobbligatoria. You will find a wonderful article reviews on the book thanks to Valeria Ronzani, Aurelia Bartoletti and Style.it .

Here, however, I wanted to tell you about the presentation, where h the path that led to a chef to tell and to be told from a kitchen of a large hotel chain was well enlightened.

In fact, just the same Four Seasons in Milan for years Vito has worked alongside Sergio Mei with passion and perseverance, without thinking too much about what was growing and changing, like many other young boys who have stayed here before they have found their own way. In the same years Patrizio Cipollini was the General Manager of the Four Seasons in Milan. One day Vito is called and told that for the opening of the Four Seasons in Prague an Italian chef was required and the General Manger in charge of the start up has thought of him. So Vito greets everyone, and packs everything and leave Prague oriented. Seven years afterwards Mr. Cipollini, who became General Manager of the Four Seasons in Florence, invited him to become the chef of the Palagio, the hotel’s restaurant. Vito thought about it for a while, but when he got to Florence and step into the hotel, immediately decided that it was aain the moment to greet everybody, packing and leave Florence oriented.
Today, this path has been revived, distilled, concentrated, savored in the pages of the book “Vito Mollica dinner invitation to the Palagio in Florence” Trenta publisher, through the story telling by Aldo Fiordelli has highlighted how important the team, the sensitivity and meetings are in everything that happens in the kitchen. This is even more true for kitchens of hotels because you do not have to do only with à la carte dishes, but also with breakfast, room service, bottle to be heated, coffee breaks, business lunch, tea time all the nice 24 hours, 365 days a year. And then the kitchens of the hotels are super controlled by those in charge of self certification within the supply chain and the entities that control the foodservice industry. The technique and passion in the world of gastronomy in hotel business has been greatly enriched by an exuberant factor H: Humanity. The chefs interact with a large number of departments Sales & Marketing who want to offer from macarons Maison to VIP clients, Housekeeping who controls how many napkins are eventually went missing since the night before. In addition, customers of the hotel restaurant has a variegated nature: individuals, event agencies, travel agencies, companies, around the world, each with its habits and its expectations in terms of cuisine. Of course, those who work in the kitchens of hotels develop a level of listening, welcoming, flexibility and benevolence quite high. It is clearly breathed this atmosphere to the presentation of the book dedicated to Vito Mollica, in one of those rare moments when he takes a breath to watch the road traveled.

We Italians are wrong understimating the hotel catering: behind certain revolving doors are hidden treasures that people coming from abroad appreciate while we pass by every day without realizing the good fortune that we have.

Yeah …. Perhaps few people know that in the hotel to find out, among insiders, how many guests are in the hotel, he asks “how many customers there are in the house?” For those who work in the hotel is not a hotel, but a home. The chefs prove the rule.

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