padellata di carciofi e punte di asparagi

La prossima settimana ci spostiamo al Birichin. Diverse foodblogger provenienti da tutta Italia si riuniranno il 22 aprile nel locale dell’eclettico chef Nicola Batavia per il Brunch dell’atleta.
Infatti Nicola è conosciuto come lo chef olimpico per le sue esperienze come chef alla Nike Vip House di Torino 2006 e Beijing 2008. Ora è pronto per la sfida di Londra 2012 sempre all’interno della Nike Vip House.

Tema del brunch è proprio quello dell’atleta e dello sport. Le foodblogger, aiutate da Batavia e dalla sua brigata, dovranno interpretare a tavola alcune caratteristiche proprie degli atleti: forza, energia, controllo, determinazione, ambizione. Forse non ci si pensa ma molti atleti anche olimpici hanno fatto una scelta vegeteriana.
“Questa iniziativa – dichiara Nicola Batavia – nasce per sottolineare ancora una volta l’importanza della cucina italiana riconosciuta a livello mondiale anche attraverso un evento come le Olimpiadi. È un’occasione per festeggiare, nel mio amato Birichin, questa grande soddisfazione per me e per il cibo italiano insieme a tanti amici che condividono con me l’amore e la passione per la cucina e per tutto ciò che le ruota intorno”.

Parteciperanno anche gli stellati Pier Carlo Zanotti del Ristorante Ortica di Bedizzole (Bs), Walter Ferretto del Cascinale Nuovo di Isola d’Asti (At) e Mariangela Susigan del Gardenia di Caluso (To);

Oltre a noi partecipano i blog che hanno aderito all’iniziativa Fior di frolla; Il Gattoghiotto; Gustorie; L’albero della Carambola; La fucina culinaria; Meri in cucina; Q.B. in cucina quanto basta; Salto nel Crudo; Shake and bake; Spadelliamo insieme; Una Straghetta in cucina; Verde Cardamomo.

Naturalmente il brunch è aperto anche agli esterni, per informazioni e prenotazioni contattare il Birichin

Nell’attesa dello sportivissimo appuntamento, eccovi un piatto verde brillante e sprint!

Tempo occorrente 30 minuti:
Ingredienti per 4 persone:
4 carciofi
500 gr di asparagi
50 gr di farina di mandorle
timo
pepe bianco in grano
succo di limone
2 cucchiai d’olio extra vergine d’oliva
verde di un cipollotto

Ridurre in polvere i grani di pepe, unire le foglie di timo sbriciolate e unire alla farina di mandorle, mescolare perchè tutto si insaporisca.
Mondare e lavare i carciofi tagliarli a fettine, passarli nel succo di limone, poi passarli in padella con olio caldo, far cuocere a fuoco vivace e poi tenere da parte. Togliere le punte agli asparagi, lavarle e metterle a cuocere in acqua bollente per 3 minuti. Scolarle, raffreddarle e massaggiare con olio d’oliva. Disporre su un piatto i carciovi le punte d’asparagi e spolverizzare con la farina di mandorle aromatizzata. Decorare con verde del cipollotto a crudo, tagliato fine.

Andremo in buona compagnia: il carnaroli unico integrale della Riserva San Massimo.

5 commenti alla news “padellata di carciofi e punte di asparagi

  • 15 aprile 2012 at 9:38
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    bellissima l’iniziativa e lo spirito che la anima.
    e la ricetta mi piace moltissimo 🙂

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  • 16 aprile 2012 at 19:56
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    cara la mia Irene sprint sei tu che vai sempre in giro!
    un grande abbraccio!

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  • Pingback: orzo con ragout di piselli freschi e asparagi : Cucina Senza Senza™

  • 23 maggio 2012 at 23:16
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    Cooking asparagus is a pain, since few pots in our (otherwise well-equipped) houlohesd can handle it. Either you lie down the asparagus in a frypan, which means you can’t fit more than about a pound at a time; or you use a pot that’s entirely too big, and it takes 20 minutes for the water to come to a boil. And in both those cases, the asparagus can cook unevenly. I’d wanted an asparagus pot for years, but somehow could never bring myself to purchase one. Who needs another single-purpose item? Just how much asparagus do I think I’m going to eat? Yet, as others have pointed out, this is less a one-item pot than it initially seems. It’ll be perfect for a couple of ears of corn on the cob, for hard-boiling eggs, and for steaming a few artichokes.When I finally had the excuse to buy an aspargus pot (okay, it was part of a Halloween costume stick a bottle of port in the pot and carry it around: port-a-potty, get it?), I took the opportunity to do some shopping. I think I looked at a half dozen of these in a couple of stores. I looked at a few of the pots that cost about half the price, and immediately rejected them. Sure, this isn’t something I expect to use all the time, but they were not flimsy exactly, but definitely not sturdy. The less expensive model had a glass lid, which I don’t trust.And, surprisingly, once you get past the cheap model, there’s not much difference in price between the various pots. Sitting next to this All-Clad on the shelf was a pot that cost $5 less. It didn’t have the bolted-on construction; its squishy handles were comfortable, but I didn’t expect they’d stay that way over time. For the five bucks, I went with a brand I knew.After the bottle of port was removed from the post-Halloween festivities (and, since that’s where I got cheap, the port allocated to pear-poaching duty), I tested the asparagus pot on a bundle of white asparagus I’d gotten from the local gourmet market. As Schneider says in From Amaranth to Zucchini, the quality of asparagus in the US isn’t nearly as good as what you’ll find in Europe, and it should be boiled rather than steamed. It took only 3 minutes to cook in my new asparagus pot, and was indeed perfectly cooked (if, indeed, not as good as the European stuff). You lift it out (though I’ll warn you to have something in which to set the basket, as there was a moment of NOW where do I put it?! ) and you don’t have to worry about tongs or other awkward implments for moving the veggie around.One of the disadvantages with the frypan or big steamer method was that cooking asparagus took over the stove. This pot consumes very little real estate. My ownership of this pot will probably put green asparagus back on the menu!This isn’t the sort of item that one _must_ have. But I’m really glad I own it..

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