Pagnotta di kamut

Tempo occorrente: 4 ore di lievitazione, 45 minuti di cottura, 15 minuti di preparazione.

Ingredienti per 4 pani da 500 gr:

1,6 Kg di farina di kamut tipo “0”
800 gr di pasta madre
24 gr di sale fino marino integrale
800 ml di acqua tiepida
Sale grosso marino integrale

Far bollire l’acqua del rubinetto e lasciare intiepidire. Una volta tiepida, sciogliere la pasta madre con l’acqua in una terrina capace e unire poco alla volta la farina. Quando l’impasto si stacca agevolmente dalle dita, trasferire la pasta sulla spianatoia, nella farina ancora da aggiungere unire il sale e continuare ad impastare per 10 minuti fino a completo assorbimento della farina. Formare 4 pagnotte, inciderle a croce e far lievitare nel forno spento coperto da un panno per 4 ore.
Poi rilavorare la pasta, riformare le pagnotte, inciderle con 4 tagli per il lungo e disporle su una teglia foderata di carta forno. Lasciar lievitare una ventina di minuti e poi cospargere di sale grosso. Intanto pre-riscaldare il forno a 180° mettendo una piccola ciotola che regga la cottura con acqua, in modo da tenere un buon grado di umidità. Cuocere per 45 minuti. Sfornare, lasciar evaporare su una gratella inclinata

Il pane insegna: non sai come verrà fino al momento preciso in cui è pronto. Se butti l’impasto per paura che non lieviti, potresti perdere la più bella pagnotta mai assaggiata. Per approfondire “Facciamo il Pane” di Annalisa De Luca.

6 commenti alla news “Pagnotta di kamut

  • 4 maggio 2010 at 13:54
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    buono come il pane non e’ un detto nato a caso.
    mille significati, mille profumi. wherever i make my bread, that’s my home
    grazie Irene

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  • 4 maggio 2010 at 16:59
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    ma che bella pagnotta, ti copierò la ricetta, visto che non le posso dare un morso

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  • 5 maggio 2010 at 14:19
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    @Paola: ti dico solo che sono via per una settimana, per lavoro e ho lasciato la pasta madrea a mia zia dopo averle fatto un sunday training per il pane e per il rinfresco della pasta madre. Saperla al sicuro mi tranquillizza come esser certa di aver chiuso le chiavi di casa. Buffo.

    @Isafragola: ho scoperto che a Filigne Valdarno (spero di non sbagliarmi) fanno la panificazione collettiva e poi lo cuociono tutti insieme nel forno a legna. Una volta al mese. Penso che andro’. Sarebbe bello organizzare di andarci insieme, anche con Stella di sale. Che ne dici?

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  • 2 giugno 2010 at 18:07
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    Cosa vedo… una fragrante e profumata kamotta! La cucina senzasenza si è trasformata in un laboratorio di prestinée (per i non lombardi = panettiere)!

    Immagino già formarsi file di celiaci davanti al pianerottolo… micia Filippa stai attenta 😉

    Per la panificazione a legna perchè non ripristinare l’usanza campagnola nostrana della cottura settimanale..di cortile? basterebbe formare un gruppo di azionisti e ricostruire un forno moderno da usare in condominio (con relativo regolamento), la spesa non sarà folle, pensateci, cuochetti.

    Perchè andare fino a Figline Valdarno per un tozzo di pane? Con tutte le cascine lombarde che ci sono… meglio il pane a km 0 .. o poco più. 🙂

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  • 3 giugno 2010 at 9:30
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    @farmacista goloso: che bella la definizione di kamotta………………e che bella l’idea della panificazione a km 0!!! Pensiamoci sìì

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