Giorno 3 – 20.11.2015

Le finestre vanno smaltate di nuovo. Chi abitava qui prima fumava molto, così lo smalto sugli infissi si è ingiallito.
Bisogna grattare via tutto, dentro e fuori. E mentre scorre la carta vetrata si staccano anche la paura, l’incertezza, l’abbandono, la perdita, il detto, il non detto, il tradito, i colpi bassi e anche quelli alti, il groviglio aggrovigliato per il puro gusto di aggrovigliare, la rigidità, la reattività, i pensieri ossessivi, la mania di controllo, la distrazione, la fretta, il giudizio, il pregiudizio. Ci vuole tempo: prima si passa la carta vetrata a grana grossa e poi quella a grana fine. Resta alla fine una superficie abrasa eppure viva e pronta a ricevere lo smalto con le sue pennellate di velluto denso, lucido che generano una nuova pelle, velatura su velatura. Sei finestre, due con anche i cassoni delle tapparelle, attendono la carta vetrata e lo smalto: oggi sembra tutto tanto. Una voce dal cortile invita a bere un tè alle erbe molto caldo.

Chiamami Nonna Isa. Vieni a prendere il tè alle erbe quando vuoi: un bricco è sempre sul fuoco. Non ti stancare.

Che lo smalto sia con noi e anche Nonna Isa.

CARTA VETRATA GIORNO 3

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